Accensione del fuoco

Questo tipo si test è molto sensibile agli elementi atmosferici, lo stesso test che può risultare efficace in un dato posto, può essere compromesso in un ltro luogo qualora l’umidità nell’aria aumentasse.

Si consiglia quindi di ricreare il test in luoghi privi di umidità, e naturalmente verificare che ogni elemento sia perfettamente asciutto.

Elementi necessari per l’accensione del fuoco: il minerale
(pirite o marcassite),

l’esca: In questo caso utilizziamo un fungo per l’esattezza l’Ungulina fomentaria oppure altrettanto efficaci risultano essere il Boletus luridus, la Veccia di lupo e il Boleto delle betulle,in fine la selce che funge da percussore. Ungulina Fomentaria

Esca:
Produzione per mezzo di una lama di selce di segatura finissima di fungo. Percussione della pirite con un frammento di selce allo scopo di ottenere scintille La scintilla ha incendiato l’esca. L’esca viene ricoperta del cosiddetto innesco secondario composto da paglia ,corteccia sbriciolata ,aghi di pino ,altro componente essenziale è il fiato. Operazione riuscita il fuoco è stato acceso.

Il fuoco: dopo la capacita di trovare un riparo e l’acqua,essere in grado di accendere il fuoco è la cosa più importante. Dal momento in qui si accende un fuoco, per quanto piccolo, l’atmosfera intorno assume immediatamente un che di familiare.

Persino lo sforzo di tenerlo vivo, per esempio raccogliere legna, sterpaglia e così via, può costituire un’ancora di salvezza. Quando si è infreddoliti, bagnati e ci si sente impotenti, basta poco a farsi prendere dallo sconforto e se non si è motivati a tenere acceso il fuoco, si può facilmente cadere vittime dell’ipotermia sebbene i mezzi per sopravvivere siano a portata di mano. In altre parole, dobbiamo saper accendere un fuoco, con o senza fiammiferi.

Vi sono vari modi per accendere il fuoco. Innanzitutto occorre provocare la scintilla e per fare questo, in mancanza d’altro, si può tentare di sfregare due pietre focaie ( ammesso che si trovino) o una pietra contro l’acciaio del coltello, o qualsiasi attrezzo d’acciaio a disposizione. E’ valido anche l’uso delle lente, del vetro dell’orologio o degli occhiali che concentrino i raggi del sole. Però il punto centrale dell’operazione consiste nella preparazione dell’esca che deve prendere fuoco con queste scintille.

Preparazione dell’esca:
Si può preparare con tutto ciò che si trova a disposizione: muschi e licheni, infiorescenze di pioppi o canne, schegge di corteccia, fibre vegetali, foglie secche di consistenza leggera, peluria di fioritipo cardi, pannocchie selvatiche, graminacee, steli di erba, la parte interna ( più morbida) dei nidi, qualche piccola piuma d’uccello, midollo di piante come il sambuc, il girasole e il tasso, lo sterco secco degli erbivori, alcuni tipi di funghi che crescono alla base degli alberi, l’esca andrà sempre raccolta in un contenitore asciutto, servirà per alimentare la fiamma; buon consiglio è di prepararne sempre una scorta.

Accensione con l’arco:

Prendete un ramoscello flessibile lungo circa mezzo metro e spesso approssimativamente quanto il vostro mignolo, possibilmente curvo in più molto importante è la corda che servirà per far girare il bastoncino di rotazione il quale deve avere lo stesso spessore dell’arco, ma deve essere più corto, lungo circa venti cm il più dritto possibile con le estremità leggermente arrotondate e completamente asciutto.

Occorre preparare una base su cui verrà fatto ruotare il bastoncino ,deve essere asciutta e di legno duro, a questo punto si procederà all’incisione di un’ incavo che servirà da alloggio per il bastoncino, l’incavo dovrà essere praticato sull’estremità della base con una apertura che faciliterà la caduta della cenere incandescente sull’esca opportunamente preparata.

A questo punto basterà tenere fermo il bastoncino, generalmente viene utilizzata una pietra o un blocco di legno, su entrambi i materiali è necessario un’ incavo profondo circa due cm, l’occorrente è stato preparato basterà solamente avvolgere il bastoncino sulla corda dell’archetto tenere ben fermo il bastoncino un pò di movimento energico e il gioco è fatto.

Pietra focaia e acciarino:
Questo è un altro dei metodi usato dall’uomo da tanto tempo. Sostanzialmente basta battere su una pietra dura o minerale : pirite ,marcasite, quarzo o pietra focaia, questa tecnica richiede molto allenamento.

La pietra focaia è una delle più indicate è molto dura ma allo stesso tempo è facile da spezzare, si può trovare più facilmente nelle regioni ricche di gesso, a volte il granito può essere un ottimo sostituto, ma indipendentemente dalla pietra, perché il sistema funzioni l’acciaio e il minerale ferroso devono essere del tipo giusto.

Tenete saldamente la pietra focaia su uno stoppaccio infiammabile e colpite con forza (fate attenzione nell’utilizzare il coltello), il segreto sta nel soffiare immediatamente non appena la scintilla arriva sullo stoppaccio o sull’esca preparata ad esempio con il fungo tipo Ungulina fomentaria.

La difficoltà maggiore sta nel riuscire a tenere vivo il fuoco, quindi assicuratevi di avere abbastanza sterpaglia a portata di mano.

Esiste anche un’altro metodo ancora più primitivo ed è quello di utilizzare della pirite al posto della lama del coltello e della selce al posto della pietra focaia, movimenti e tempi per l’accensione sono praticamente identici alla tecnica sopra citata.

Ci sono un’ infinità di sostanze infiammabili in natura , primo fra tutti il cotone idrofilo che appena sfiorato dalla scintilla prende fuoco ,la stessa cosa succede utilizzando l’epilobio ,il cardo,la pianta del cotone, il guscio della noce di cocco, vanno molto bene anche le estremità di una corda di canapa ben sfilacciate, di un fazzoletto, di una camicia in altre parole qualunque cosa asciutta è infiammabile.