Origini del genere “Homo” (Paleolitico Inferiore >1.000.000 – 120.000)

I mutamenti climatici verificatisi circa 2.5 milioni di anni fa provocarono la comparsa di un ambiente sempre più arido e povero di copertura boschiva e di conseguenza causarono l’estinzione di alcune specie di australopicine e l’evoluzione del genere Homo. Non si conosce ancora da quale specie si siano evolute le prime forme umane. Comunque la sua comparsa comportò l’evoluzione di strategie alimentari e comportamentali diverse da quelle degli australopiteci.

La dieta prevalentemente vegetariana divenne onnivora, con un incremento di proteine animali, ed iniziò la fabbricazione di strumenti in pietra.

I primi Homo si cibavano di carne recuperata da carcasse di animali vittime dei carnivori o morti per cause naturali. Se osserviamo i manufatti litici che producevano, possiamo constatare che non si presentano come armi da offesa ma strumenti utili alla macellazione; i vegetali sicuramente rappresentavano un’importante componente della loro dieta.

- HOMO RUDOLFENSIS, del lago Rodolfo, oggi denominato Lago Turkana, i fossili di questa specie sono datati tra i 2.4 e 1.6 milioni di anni. La capacità cranica è di 750cc. Viene attualmente considerato una specie a sé stante che non ha contribuito alla scala evolutiva dell’uomo sapiens.

- HOMO HABILIS, cioè abile nella fabbricazione di strumenti. Sono stati rinvenuti numerosi resti craniali e postcraniali in siti della Tanzania, Kenia ed Etiopia, datati tra 2.0 e 1.6 milioni di anni. Il peso corporeo si aggira sui 40-50 kg, la capacità cranica è di 610cc. I suoi resti sono associati all’industria olduvaiana.

- HOMO ERGASTER, che lavora. I resti sono datati tra 1.8 e 1.5 milioni di anni. Questa specie si differenzia dalla precedente, dalla quale probabilmente si è evoluta, per alcuni caratteri: la capacità cranica è compresa tra 800 e 900cc; lo scheletro postcraniale, conosciuto soprattutto dai resti di un adolescente, il cosiddetto “ragazzo del Turkana”, presenta statura e proporzioni simili a quelle delle popolazioni attuali che vivono in clima di tipo tropicale; le vertebre lombari sono 6 come nelle australopicine. Resti affini sono stati trovati in Georgia a Dmanisi e potrebbero documentare la prima migrazione dall’Africa del genere Homo, il quale si sarebbe evoluto in Homo erectus con cui condivide alcuni caratteri. Dall’Africa orientale l’ Homo ergaster si è diffuso rapidamente in Asia e forse successivamente in Europa. L’ipotesi più plausibile di questa migrazione è che il passaggio da un regime alimentare vegetariano-onnivoro ad una dieta ricca di proteine animali abbia spinto questi antichi uomini ad occupare nuovi territori per poter avere a disposizione quantità sufficienti di cibo; tale tipo di dieta avrebbe potuto provocare un aumento di popolazione ancora non preparata a sfruttare appieno le risorse alimentari dei territori di origine.

Le popolazioni di Homo dei tre continenti hanno sviluppato nel tempo caratteristiche proprie dando origine a specie distinte.