L’Evoluzione dell’uomo (Paleolitico Inferiore >1.000.000 – 120.000)

L’evoluzione dell’uomo è un processo che ormai è altamente confermato grazie a ricerche incrociate. Le prove paleontologiche offerte dai ritrovamenti di resti ossei fossilizzati, quelli culturali costituiti da manufatti, le impronte di piedi e di mani, lasciate dalle varie forme di ominidi sono supportate da studi genetici, immunologici e biomolecolari, tra uomo e altri organismi viventi – soprattutto primati – consentendo così di ipotizzare i momenti di divergenza susseguitisi nella scala evolutiva dei primati, di cui l’uomo fa parte.
Gli ominidi si distinguono dagli altri primati, inizialmente, per la postura eretta e il bipedismo, in seguito per il progressivo aumento della capacità cranica, per lo sviluppo differenziato di alcune aree corticali dell’encefalo, per le manifestazioni culturali, per il linguaggio articolato, prerogative che iniziano a riconoscersi nei resti fossili a partire da circa 6 milioni di anni fa.