Le principali innovazioni del periodo Neolitico: I RITUALI FUNERARI

Differenziati nelle varie aree geografiche e nelle diverse fasi cronologiche, risultano frequenti le sepolture all’interno degli insediamenti, più raramente riunite in necropoli.

Il quadro delle modalità sepolcrali nella penisola italiana appare piuttosto variabile sia dal punto di vista della struttura tombale, sia da quello delle diverse forme del rituale (singolo, plurimo, giacitura primaria o secondaria ecc.) e del contesto ambientale prescelto (abitato, necropoli, grotta).

La tomba a fossa, scavata nella terra e con scheletro rannicchiato sul fianco, risulta la tipologia più diffusa, in senso sia geografico che cronologico, con un ampia diffusione in tutte le culture e fasi del Neolitico. Sono noti alcuni rari casi di incinerazione.

Compaiono i primi megaliti, monumenti costituiti da grandi blocchi di pietra con destinazione sepolcrale o cultuale. Vasta risulta la diffusione, soprattutto nelle zone balcaniche, di statuette prevalentemente femminili, la cui interpretazione come costante rappresentazione della Dea Madre non è condivisa da tutti gli studiosi che hanno evidenziato la ricorrenza di personaggi sia femminili sia maschili in atteggiamento di offerta o preghiera.

Sono diffuse anche oggetti in osso decorati e le cosiddette pintadere , una sorta di timbri con motivi incisi profondamente dei quali è stato ipotizzato un uso per tatuaggi o anche per decorazione di tessuti.