Economia e insediamenti nel Mesolitico (Mesolitico 10.000-6.500 a.C.)

La caccia ai mammiferi di grande e media taglia rimane l’attività prevalente, con predominanza delle specie di ambienti forestali, quali il cervo, il capriolo e il cinghiale, associate al camoscio e allo stambecco nelle aree montuose, all’uro e all’alce nell’Europa centro-settentrale; in progressivo aumento risulta la caccia ai piccoli mammiferi, come conigli, castori e ai volatili.

Diffuso appare l’uso dell’arco, attestato da rinvenimenti di archi interi o frammentari e di frecce formate da un’asta di legno con cocca alla base, punta ed uno o più denti laterali costituiti da armature fissate con mastice; archi di notevoli dimensioni e frecce con impennatura sono inoltre raffigurati nelle pitture parietali della Spagna orientale.

La pesca era ampiamente praticata lungo le coste e in prossimità di laghi e fiumi; attestata in numerosi siti costieri è anche la raccolta di molluschi dai cosiddetti “chiocciolai”, cumuli di conchiglie di molluschi marini. Gli abitati erano impiantati presso laghi o fiumi su suoli sabbiosi; la maggiore densità degli abitati rispetto al Paleolitico superiore è ritenuta connessa ad un incremento demografico determinato dalla maggior estensione dei territori abitabili e da una più ampia disponibilità di risorse alimentari grazie al miglioramento climatico.

Le dimensioni degli insediamenti fanno supporre un’organizzazione in gruppi poco numerosi che si spostavano all’interno di territori definiti.